Riflessioni sull’impermanenza

Se tutto cambia e muore, cos’è davvero reale?

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C’è qualcosa oltre le apparenze, qualcosa che continua ad esistere, che sopravvive alla morte?

 

Se iniziamo a riflettere su questi interrogativi, se riusciamo a mollare l’attaccamento a concettualizzazioni e condizionamenti intellettuali, poco a poco, inizieremo a scoprire in noi stessi uno spazio infinito come un cielo terso e sconfinato, che non può essere etichettato, capito, descritto, ma semplicemente e solo esperito.

 

In questa dimensione di libertà possiamo scoprire le profondità della pace, della gioia e della fiducia in noi stessi; e da qui iniziare a percepire la certezza di qualcosa dentro e fuori di noi, che non può essere distrutto o alterato, che non muta e che non ha inizio né fine.

 

Quando questa consapevolezza sarà stabile e continua, accadrà ciò che viene definito ‘un’inversione nella sede della coscienza’: una profonda presa di coscienza di ciò che davvero siamo e del perché ci troviamo qui, una rivelazione personale di grande intensità, che equivale ad una vera rinascita.

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