Eleonora e la sua tiroide ballerina


“Che posso dire…niente capita x caso!

Ho conosciuto Serena in un momento della mia vita in cui perdevo molte delle mie certezze e in cui la stanchezza spesso prendeva il sopravvento.

Sono mamma di una bambina. una splendida vivace ed instancabile creatura … la mia creatura, che mi ha tenuta sveglia notte e giorno per quasi 2 anni… che ha dovuto subire diversi controlli e prelievi del sangue per una tiroide ballerina… ad oggi ancora i dottori non sanno spiegare come mai gli esami raccontino un ipotiroidismo, ma lei abbia i sintomi opposti!

Ne ho parlato con molte persone… poi ne ho parlato con Serena, x caso, e con lei ho iniziato il nostro percorso.

Eleonora si è subito sentita a suo agio. Le energie o la magia (cosi la chiamo io) che Serena muoveva in lei la rilassavano a tal punto da crollare in un sonno profondo … e piano piano l’agitazione inconsapevole di Eleonora è diventata vivacità consapevole.

L’unica volta che i valori della tiroide sono stati nella norma è stata quella in cui Eleonora seguiva questo percorso regolarmente.

Io di prove scientifiche non ne ho. ma certe volte bisogna ascoltare con il cuore e sentivo che Serena aiutava Eleonora e aiutava me.

L’esperienza che abbiamo vissuto nel trovare il modo di far convogliare le energie dove serviva e sciogliere i nodi che ci portiamo dietro fin dalla nascita ci ha unite in un legame ancora più forte.

Eleonora aveva bisogno di Serena, non di dottori o di aghi o di gente che reprimesse la sua energia.”

Vanessa Isola

I pianti inconsolabili di Lisa

“Ho conosciuto Serena nel momento in cui mi  trovavo alle prese con il diventare mamma, dico diventare perché non credo ancora di esserlo, ma ogni giorno mi impegno sempre di più perché imparo insieme a mia figlia Lisa ad essere con lei migliore e molto del mio modo di apprendere cose nuove su di lei e sull’essere madre lo devo anche a Serena.

Ci tenevo a dire questo perché personalmente ho provato durante i momenti di crisi di Lisa un grande senso di inadeguatezza, di smarrimento, di frustrazione, di dolore profondo, come se fossi incapace di consolarla e intanto quel pianto risuonava dentro me ancora più forte evocando le mie paure. Così era anche per mio marito.

Eravamo una famiglia sconvolta a causa delle crisi di pianto della piccola che aveva appena 3 mesi.

Ero andata letteralmente  in crisi e non sapevo, come mamma, aiutare mia figlia perché mi agitavo e cercavo di far cessare quel pianto a cui comunque mi ero rassegnata.

Grazie ad una mia cara amica madre di due splendide bambine ho conosciuto la Terapia Craniosacrale, quindi Serena.

Al primo incontro, come per tutta la durata della terapia, è venuto anche mio marito che voleva delle risposte e cercava il modo per poter accettare una bimba che aveva dei pianti inconsolabili e che tutti intorno ci facevano sentire come un’aliena.

Nessuno ti insegna come reagire a tutto ciò proprio perché siamo in una società del bambino immaginato e non del bambino reale.

Serena ci ha fatto comprendere i pianti di Lisa, ha dato loro una motivazione; abbiamo allora iniziato ad ascoltare nostra figlia, ad accogliere i suoi pianti e a darle il sostegno e il calore che cercava, senza tentare tenacemente di calmarla e zittirla, ci siamo messi in ascolto e con nostra grande meraviglia tutto è cambiato.

Io come madre ho iniziato a credere in me stessa e a sentire di fare finalmente qualcosa per Lisa, in casa il clima è tornato sereno, mio marito ha iniziato a passare più tempo con lei e Lisa soprattutto aveva meno crisi e di durata breve.

In due mesi di terapia abbiamo visto nostra figlia aprirsi al mondo e alle novità lasciandosi piano piano il dolore e la sofferenza provata per un parto troppo veloce, troppo violento, poco rispettoso dei suoi tempi.

L’ascolto dei suoi pianti ha fatto si che lei si sentisse capita; io sopratutto ho accolto il suo trauma, tanto da aver fatto in parte pace anche con il mio, in quanto anch’io mi portavo dietro risentimento per l’emorragia post parto che non mi ha fatto vivere a pieno l’esperienza più potente che possa esserci.  

Lisa piano piano ha iniziato a giocare di più, ad avere lo sguardo più limpido, ad abbandonarsi più facilmente al sonno e a dormire un po’ di più.

Ora è una bambina serena, gioiosa e con tanto potenziale, che è stato appunto liberato tramite i nostri incontri.

Infine ci tengo a ricordare quanto è stato emozionante quando durante il primo incontro Lisa ha voluto fare i movimenti del parto e la fuoriuscita grazie alla guida professionale ed esperta di Serena: per me è stato come farla rinascere, mi sono scese le lacrime esattamente come quel giorno, con la differenza che nelle ore successive io ero con lei.

Serena ha dato giustizia al nostro dolore, ha dato un significato alla nostra esperienza e devo tanto anche a lei per la mia maturazione come madre, perché oggi ho una visione più ampia.

Non finirò mai di ringraziarla.”

Serena Valori 

Sofia e Serena: un’esperienza d’amore

“Ho conosciuto Serena perché stavo cercando una terapia in grado di allentare lo stato di tensione neurologica di mia figlia Sofia, una magnifica bambina affetta da una rarissima patologia genetica che si chiama Leucodistrofia Metacromatica.

Come tutti i bimbi nella sua stessa condizione, Sofia era nata perfettamente sana, in un luminoso e promettente pomeriggio di agosto del 2009. Per il primo anno e mezzo di vita era cresciuta florida e gioiosa, imparando a camminare, parlare, danzare persino, come qualsiasi altra bambina della sua età.

Un giorno qualunque del febbraio del 2011, mentre giocavamo a rincorrerci sul Ponte Vecchio a Firenze, Sofia perde l’equilibrio e cade a terra. È l’esordio dei sintomi di una patologia neuro degenerativa che fino a quel momento non sospettavo neanche esistesse e che nel giro di appena otto mesi consumerà mia figlia sia dal punto di vista cognitivo che motorio, portandola alla paralisi completa e alla cecità.

La Leucodistrofia Metacromatica è una patologia ad esito infausto che, allo stato attuale della scienza, è completamente orfana di cure sia geniche che farmacologiche.

Tutte le terapie efficaci esistenti riguardano solo la fase presintomatica: chi manifesta già i sintomi, per la medicina è condannato a morte. Inutile dire che in sette anni di patologia, io e mio marito Guido abbiamo provato a contrastare la malattia con ogni mezzo possibile, nei limiti del rispetto della dignità di Sofia.

La Terapia Craniosacrale Biodinamica cui mi ero interessata quando nel 2016 entrai in contatto con Serena, era appunto un tentativo non invasivo di lenire la spossatezza neurologica data dallo stato ormai avanzato della patologia.

Invitai Serena a casa perché la mia bambina era impossibilitata a muoversi per recarsi allo studio da lei. Subito mi resi conto dell’energia positiva di questa professionista conosciuta appena pochi minuti prima. Con sorriso sincero e ferma delicatezza, Serena si approcciava a Sofia senza osservarla con pietà, disgusto né compatimento – a differenza di alcuni medici e terapisti – ma semplicemente come se si fosse trovata in presenza di uno splendido essere umano, valoroso e coraggioso, costretto a combattere ogni giorno contro un nemico invincibile.

Pensai che Serena sarebbe stata un’alleata più che valida nella lotta che io e Guido stavamo conducendo a fianco della nostra bambina e anche Sofia non tardò ad apprezzare le ore di trattamento settimanale insieme a quella che mi piacque subito definire la sua nuova amica.

Serena ha fatto per Sofia né più né meno di quanto preannunciato dal suo stesso nome: ha portato serenità, ma non solo. Ha stabilito una connessione tra anime luminose che nel reciproco scambio hanno trovato un’occasione di gioia e arricchimento.

Non è stata perciò solo una terapia quella di Serena, ma una vera e propria esperienza d’amore. Tanto che, adesso che la nostra adorata bambina è volata in cielo, io e Guido continuiamo ad incontrare Serena regolarmente, non solo per ricevere i suoi trattamenti preziosi, ma anche solo per stare in sua compagnia.

Si prende cura di noi come si è presa cura di Sofia. E ogni volta che mi sdraio sul lettino per ricevere energia e conforti dalle sue mani, un senso di gratitudine e commozione mi riempie il cuore, il petto, le spalle, e sale fino alle lacrime. Perché penso ai tanti momenti simili che anche Sofia ha condiviso e amato con lei. E mi sembra di raccogliere pezzettini sconosciuti della sua preziosa memoria, in quei trattamenti che mi rimettono in contatto con le zone più profonde di me stessa.

Sofia comunicava con me attraverso dei teneri mugolii di approvazione, oppure con un pianto di disappunto. Con Serena però aveva imparato anche un linguaggio nuovo, solo loro, che passava attraverso i suoi bellissimi occhi scuri per raggiungere il verde cristallino di quelli di Serena: sbatteva le palpebre per rispondere di sì alle domande, dimostrando così al mondo intero che la sua cecità non la rendeva comunque incapace di vedere le emozioni della vita.

Caterina Ceccuti

In onore a Sofia De Barros, nel 2013 i genitori Caterina Ceccuti e Guido De Barros hanno fondato l’Associazione Voa Voa Onlus Amici di Sofia, impegnata nel sostegno alle famiglie con minori affetti da patologie rare neuro degenerative e neuro metaboliche.

La Onlus pone al centro dei suoi obiettivi il miglioramento della qualità della vita non soltanto del bambino malato, ma dell’intero nucleo familiare che se ne prende cura.

Per conoscere la mission Voa Voa e trovare una spiegazione dettagliata dei progetti per le famiglie visitate il sito:  www.voavoa.org

oppure i canali social:

facebook:  Voa Voa Onlus – Amici di Sofia

twitter:  @voavoaonlus

youtube:  https://www.youtube.com/user/voavoaonlus

La rabbia e la paura di Matilde

“La nostra esperienza con la Terapia Craniosacrale è iniziata quando Matilde, mia figlia, aveva 9 mesi. Matilde era molto agitata, si svegliava tantissime volte durante la notte e quando dormiva tendeva ad appoggiare la testina sempre dalla stessa parte, atteggiamento che la portava ad avere un lato del cranio leggermente più schiacciato.

Abbiamo iniziato un percorso insieme, con l’aiuto di Serena, che in modo molto dolce e con un metodo per niente invasivo, ma decisamente spontaneo, ha iniziato a trattare Matilde mentre giocavamo sul tappeto, toccandola appena, naturalmente senza imporle mai niente.

Parlando con Serena è emerso che la mia gravidanza non era stata affatto rilassante e riposante e che i dolori di sciatica di cui ho sofferto dal settimo mese circa potevano aver influenzato la posizione di Matilde dentro l’utero che si era adattata tenendo la testina girata sempre da una parte; questo aveva generato in lei uno stress psicofisico che, sommato allo shock del parto, le aveva creato questi disagi.

Fin dall’inizio abbiamo visto i primi miglioramenti fino a che Matilde ha cominciato a dormire tutta la notte, raggiungendo quindi una tranquillità e una serenità che fino ad allora non l’avevano contraddistinta.

Dopo un anno circa da questa esperienza, siamo ricorsi di nuovo all’aiuto di Serena poiché Matilde aveva iniziato ad avere dei comportamenti a volte un po’ aggressivi nei confronti degli altri bimbi ricorrendo spesso a morsi e manifestando una rabbia interiore che esprimeva sia con questi atteggiamenti sia con una occlusione dentale scorretta.

In questo anno Matilde aveva iniziato a frequentare l’asilo nido mostrandosi molto contenta e soddisfatta; io avevo ricominciato a lavorare ed ad esserci poco a casa.

Parlando con Serena abbiamo ricondotto questa sua aggressività al fatto che ci vedevamo poco e lei soffriva per questo. Nel frattempo inoltre ho iniziato un’altra gravidanza, fattore che ha contribuito da un lato ad essere più presente ed avere più tempo per lei, dall’altro a scatenare in lei una tremenda paura di perdermi.

Abbiamo quindi ricominciato un nuovo percorso che al momento sta avendo degli effetti molto positivi. Matilde ha ricominciato a frequentare l’asilo senza alcun problema, ha smesso di dare morsi e sembra aver acquisito una buona fiducia negli altri, nei miei confronti e di tutte le persone che la circondano, compresa la sua sorellina che, mentre inizialmente sembrava essere un tabù, adesso appartiene a tutti gli effetti alla nostra famiglia.

Questa esperienza oltre ad aver tranquillizzato Matilde ha certamente tranquillizzato anche me, entrambe siamo cresciute, abbiamo coltivato il nostro rapporto che è diventato sempre più complice e consapevole.

Un sincero ringraziamento a Serena, una persona semplicemente fantastica.”

Stefania Bellocci – madre di Matilde e Ambra

 

 

Superare un momento di angoscia

“Sono la mamma di Giulia, una ragazzina di 14 anni. Giulia, all’inizio della scuola superiore, si è trovata in un passaggio critico. Sebbene fosse ciò che lei aveva scelto e che desiderava fare, ha iniziato ad essere angosciata al pensiero di dover andare a scuola, sentendosi impaurita e sola, la mattina piangeva e aveva mal di stomaco.

Ci siamo rivolti a Serena, che fin da subito ha compreso il disagio che affliggeva Giulia. Abbiamo iniziato le sedute di Craniosacrale insieme alla terapia con i Fiori di Bach. Già dal primo incontro Giulia ne ha avuto beneficio, ricordo che la prima volta, quando siamo usciti dallo studio di Serena, mi ha detto “Mamma, sai, mi sento meglio e non ho il nodo allo stomaco!”

Nell’arco di alcune sedute Giulia è tornata a stare bene, serena e soddisfatta delle sue giornate, ritrovando la sua allegria e il giusto equilibrio, anzi più consapevole e più sicura.

Sono grata a Serena, per averci aiutato a superare questo momento, la terremo sicuramente presente, non solo nei momenti di difficoltà, per ritrovare equilibrio e armonia, ma anche per migliorarsi ed acquisire maggiore fiducia nelle proprie risorse.”

Silvia Gargani

Serena e Sofia

(Testimonianza da Facebook)

” Grazie Serena per l’amore che ci metti nel lavorare con le mie bambine, si vede che lo fai con il cuore perché i risultati sono palesi! Lo scrivo su Facebook, affinché tutti sappiano quanta fiducia e quanta stima ho in te come persona e come professionista! Grazie per tutto quello che fai per noi!

Agnese Machiavelli – madre di Serena e Sofia

L’esperienza traumatica di Livia

Partiamo dal principio: Ho avuto una gravidanza perfetta e Livia è nata 10 giorni dopo la “data di scadenza” con un parto un po’ meno perfetto. Ho avuto un cesareo, poiché la sua testolina non era allineata correttamente ed è rimasta incastrata.

Da subito è stata una tipa decisa e vispa. Fino ai tre mesi faceva l’ultima poppata a mezzanotte poi una verso le 4 e poi ci svegliavamo la mattina. Questo finché da un giorno all’altro ha iniziato a svegliarsi frequentemente la notte, all’inizio piangeva disperata ma non capivamo cosa avesse. Da quella notte è stato un incubo. Continui risvegli, stanchezza nostra e sua, che faceva stare male tutti.

Ero disperata, sentivo che c’era qualcosa che non andava ma non sapevo cosa. Le ho provate tutte, poppa, non poppa, melatonina, dottoresse, sciroppi, libri, ma niente e nel frattempo sono tornata a lavoro, uno zombie.

Alla fine quando avevo quasi perso le speranze ho trovato Serena…la luce in fondo al tunnel! Mi ricorderò sempre la seconda seduta, la bambina ha pianto praticamente tutto il tempo (o forse solo mezzora ma mi è sembrata infinita). Serena sostiene che abbia avuto un trauma da questa nascita un po’ tribolata. Conoscendo mia figlia anche il fatto di non avercela fatta da sola è una cosa che non gli è andata giù! Durante quella seduta Livia guardava Serena come se stesse parlandogli, come se fosse l’unica che la capisse. Ad un certo punto le ha preso la faccia con le manine, come dire: “Lo capisci te cosa ho passato, vero?”. Ho ancora i brividi. Dalla prima seduta le cose sono migliorate e via via sempre meglio.

Livia è molto più serena anche durante il giorno, la notte dorme meglio e al massimo si sveglia una volta oppure ha il sonno un po’ agitato, ma niente a che vedere con quello che abbiamo passato.

Io non smetterò mai di ringraziare Serena, è stata l’unica che ha saputo aiutarci veramente. La consiglio a tutti e penso che quando farò il mio secondo bambino glielo porterò subito!”

Valentina (madre di Livia) – Firenze

Valentino e il suo pianto di dolore

“Ho deciso di portare il mio bambino da Serena su consiglio della pediatra. Valentino quasi da subito dopo la nascita ha manifestato problemi di coliche intestinali che lo portavano a piangere continuamente e contorcersi tirando su le gambine e agitandosi molto. Era un pianto di dolore il suo, appariva subito evidente, aveva dolore alcune volte anche mentre poppava. Proprio per questo motivo la mia pediatra, dopo avermi dato una cura per il bambino, mi ha invitata a dare un’occhiata al sito di Serena, dicendomi che qualche seduta di Terapia Craniosacrale avrebbe fatto bene sia al bambino che a me. Ed in effetti così è stato.

Abbiamo fatto due incontri.

Il primo incontro con Serena si è svolto in maniera molto tranquilla, da subito mi sono sentita a mio agio, tranquilla e rilassata. Valentino al primo incontro dormiva tranquillo, noi due abbiamo fatto una chiacchierata e poi è arrivato il suo momento.

Appena sveglio, l’ho preso in braccio e una volta messi comodi, Serena si è avvicinata a noi. Eravamo così tutti e tre in contatto, come in un abbraccio. Lei ha messo la mano sul pancino e sulla schiena del bambino e tra di loro quasi subito si è stabilito un contatto visivo. Il bambino manifestava momenti di pianto, un lamento, a momenti di tranquillità dove riusciva addirittura a dormire e cambiare espressione del volto. La cosa che mi colpiva oltre al loro contatto era che usciva l’aria dal pancino, cosa impossibile a casa! Inoltre durante il pianto era quasi come se tra i due oltre al contatto visivo, ci fosse una sorta di comunicazione, anzi forse c’era!

Una volta terminato sia io che lui ci sentivamo completamente rilassati e pieni di energia positiva. Dopo il primo incontro ha dormito per tutto il pomeriggio, non era mai successo!

Questo si è ripetuto anche al secondo incontro.

Valentino ha iniziato a stare meglio e non avere più questi problemi.

Io nelle due sedute mi sono sentita in contatto con il mio bambino come non mai, sentivo proprio di essere in empatia con lui, con il suo mal di pancia e il suo manifestarmi il disagio. Questo prosegue anche adesso, attraverso gli sguardi e i suoi pianti.

E’ stata un’esperienza veramente profonda e toccante.”

Vania – madre di Valentino (due mesi) – Firenze

Le paure di Giulio

“Quando ho conosciuto la Serena il mio problema era il non riuscire a dormire. Avevo alcune paure, ma con il passare del tempo riuscivo a dormire meglio.

Durante gli incontri con Serena, dopo aver parlato con lei, mi sdraiavo sul lettino e mi addormentavo. Dopo tutti questi incontri ho iniziato a dormire tutta la notte e le mie paure sono andate via. Lei mi è sembrata molto calma e molto accogliente e gentile. Vi consiglio di andare per chi ha questi problemi e vedrete che lei vi aiuterà e uscirete da quella stanza più forti e vincenti sulle vostre paure.”

Giulio Papini (10 anni) – Firenze

Il trauma di Matilde

“Sono la mamma di Matilde, una bimba di 2 mesi e mezzo.

Ho passato una gravidanza inizialmente nella paura da perdita e successivamente nel terrore di una nascita prematura.

In tutte le ecografie continuavano a dirmi che la bambina era troppo grande per l’età gestazionale in cui era; a 28 settimane sono dovuta rimanere a letto per un periodo perché avevo il collo dell’utero troppo sottile e quindi rischiavo di partorire prematuramente.

Fortunatamente si scoprì con una cervicometria che non era così (risultavo a 40mm), la mia ginecologa anche di questo non riusciva a spiegarsi il perché, con la visita a tatto il collo dell’utero risultava morbido.

Alla fine mi sono detta che c’era stato un errore nel calcolo delle settimane di gestazione e quindi di data del parto; infatti Matilde è arrivata spontaneamente a 36+5 e pesava 3kg.

I dolori delle contrazioni erano troppo forti e ho chiesto l’epidurale…. Appena uscita dalla pancia Matilde non ha nemmeno pianto, è stato tutto molto rapido e le hanno tagliato subito il cordone ombelicale; questo le ha causato un trauma a livello diaframmatico e respirava affannosamente.

Inoltre, anche se per poco, purtroppo è stata ritenuta prematura e quindi in ospedale ci hanno separate immediatamente.

Di questa separazione io ne ho sofferto profondamente e anche Matilde, infatti una volta ritornati a casa, era terrorizzata che potessi allontanarmi da lei di nuovo. Piangeva molto e non potevo allontanarmi di un passo.

A un mese l’abbiamo portata da Serena.

All’inizio notavo che era sempre molto agitata prima dei trattamenti, come se volesse dire e raccontare qualcosa; intanto via via cominciava a respirare regolarmente.

Poi ho assistito al miracolo: durante una seduta Matilde era particolarmente agitata, piangeva forte ed era tutta rossa in viso, Serena le ha parlato ed hanno instaurato un vero e proprio dialogo, alla fine ho guardato Matilde e le ho detto ‘Matilde, mi dispiace che tu abbia sofferto così tanto.’ e lei ha smesso di piangere e mi ha guardata…. è stato un momento profondo ed emozionante.

Ora Matilde piange raramente, è una bambina che ride sempre e riesce a dormire tutta la notte.”

Carolina Bandini – Firenze

L’inquietudine di Bernardo

“Sono la mamma di Bernardo, un piccolo bambino che oggi ha 3 mesi e mezzo.

Ho avuto una gravidanza regolare anche se densa, nei primi mesi, di paure da perdita, viste precedenti esperienze.

Dentro la pancia l’ ho sempre percepito sereno, tranquillo e in ascolto profondo dei miei messaggi.

Bernardo è nato di parto naturale, un bellissimo travaglio, fatto in parte in acqua, e dall’aiuto e presenza costante del suo papà.

Bernardo è nato molto rosso e alle dimissioni ci volevano trattenere per livelli alti di bilirubina – Ci avrebbero fisicamente separati, dunque ho firmato e siamo andati in un altro ospedale dove la fototerapia la faceva a stretto contatto con me.

Da lì le prime complicazioni…Un difficile inizio di allattamento e soprattutto una certa inquietudine che nel neonato era quasi costante. Ho trascorso tanto tempo nell’azione di consolare il mio bambino attraverso il contatto, l’uso della fascia etc.

Era come se ci fosse in lui una tensione da sciogliere.

Mi sono rivolta a Serena per provare il trattamento Craniosacrale.

Abbiamo fatto in tutto 8 sedute.

Le prime il piccolo reagiva con aumentata agitazione. Poi lentamente ho iniziato a notare dei cambiamenti, li sentivo anche durante i trattamenti, sentivo che riusciva a raggiungere momenti di profonda quiete mentre lo allattavo e le mani leggere della sua terapeuta lo aiutavano a mettersi in contatto con una dimensione di pace.

Una volta ricordo una sensazione di quiete totale e silenzio tutta intorno a noi…anche la natura sembrava per un attimo essersi messa in connessione con un silenzio di pace profondissimo. Forse è stato quello il momento della svolta.

I cambiamenti hanno riguardato prima il ritmo sonno-veglia: Bernardo si abbandonava malvolentieri al sonno…gli resisteva provocandosi così ancora più agitazione. Piano piano ha iniziato ad addormentarsi con più facilità e questo portava il risultato di maggiore tranquillità.

In modo sfumato Bernardo ha avuto sempre meno bisogno di consolazione, è come se avesse accettato di essere uscito dalla pancia, di essere venuto al mondo.

Ha percepito una maggiore fiducia in questo mondo e un’aumentata curiosità per esso.

Adesso Bernardo non ha più bisogno di essere costantemente in contatto con la mia pelle, riesce a stare nella sua piccola misura di autonomia, guarda al mondo sorridendogli, e vocalizzando la sua gioia di essere qua in mezzo a noi.

Siamo felici e onorati di questa esperienza di cura così sottile.

Grazie!”

Bernardo e la sua mamma

Quasi una magia per Libero

“Premetto che non è facile descrivere quello che con il cuore riesci a vedere, perché ho assistito ad un vero spettacolo!

Libero è nato il 2 marzo 2011, a 38 settimane, di 1,650 kg, con parto cesareo.

Il basso peso del bambino ha, fin dall’inizio della gestazione, fatto dimenticare che quella era ed è la sua storia.

Siamo usciti dall’ospedale dopo 15 giorni, di cui 10 di incubatrice; il 16 marzo pesava 1,800 kg.

I primi sei mesi riusciva a crescere regolarmente ma dal 7° mese al 10°, tutte le visite pediatriche non davano mai risultati rassicuranti sulla crescita.

La linea era sempre sotto la norma, questo procurava ansia a me e al padre, non aiutando Libero a crescere in maniera autonoma e armoniosa.

Al controllo del 10° mese pesava 5,400 kg, il pediatra mi parlò di ormoni della crescita.

Questo ci allarmò, non volevo vedere altri dottori, sentire altri pareri, rientrare nel concetto di medicalizzazione.

Riconoscevo comunque le difficoltà del bambino che aveva nello stare seduto, nell’ approcciarsi alle cose nuove, interagire con quello che gli stava intorno.

Un bambino sano che non aveva trovato un posto nel mondo.

L’unione che si era creata con l’allattamento all’improvviso era cambiata, dovevamo affidarci per non affogare ancora.

Mi sono affidata al Craniosacrale pochi giorni prima del primo anno di età del bambino.

Ricordo il primo trattamento come una presentazione del disagio: Libero era semplicemente stanco, aveva fatto molto per arrivare fino lì.

Io dovevo accettare la sua storia e lui sentirsi accettato.

Dopo i primi due trattamenti seguivano esperienze catartiche: scoppi improvvisi di pianto, irrequietezza, tristezza, confusione seguita da un sonno ristoratore da cui si risvegliava con atteggiamento positivo, nuovo e rilassato nei confronti della realtà. Una magia.

Sono bastati pochi altri trattamenti per dare voce alla salute del bambino che ha dato armonia e forza a tutte le espressioni del suo corpo.

A 15 mesi, dopo 3 mesi dal primo trattamento, era cresciuto 2 kg, camminava, insomma curiosava alla vita. Si era sbloccato!

Credo che il Craniosacrale permetta di far emergere il proprio vero essere, facendo vivere il presente.

Per noi è un inno alla vita. Grazie!”

La mamma di Libero

 

Il disagio di Elisa

“Abbiamo chiesto l’intervento di Serena per la nostra bambina di 3 mesi perché dopo le poppate spesso vomitava ed era irrequieta.

Dopo un solo trattamento la situazione è molto migliorata.

Serena ci è piaciuta molto per la dolcezza e il rispetto che ha nell’approccio sia col genitore che col bambino.

Grazie infinite a Serena!”.

Cristian e Federica (genitori di Elisa) – Solto Collina (BG)

Federica – insegnante di Fitness

Cristian – creatore e insegnante del Metodo Allungati e Respira 

www.AllungatieRespira.com

La disperazione di Medea

“Iniziavo ad essere molto provata dal puerperio; mia figlia aveva 5 mesi e non riusciva a staccarsi da me

Era impossibile fare qualsiasi cosa se lei non dormiva, la sua necessità di contatto con me era tale che mi sentivo soffocare.

Neanche mio marito poteva prenderla in braccio, bastava che lei si accorgesse che la mano non era la mia e scoppiava a piangere.

Nessuno poteva guardarla, una sola occhiata, anche da persone dolci e sorridenti, e scoppiava subito in un pianto disperato e senza consolazione alcuna.

Parlando per caso con la mia più cara amica, divenuta madre del secondo figlio un mese dopo di me, mi disse che avrebbe portato suo figlio da un Terapista di Craniosacrale Pediatrico per un problema di reflusso ed alla fine della seduta, molto entusiasta, mi ha descritto tutto quello che aveva vissuto, consigliandomi di provare la terapia anche con mia figlia.

Ho raccontato la cosa a mio marito, disperato quanto me di non poter far niente per aiutarmi con la bimba, ha appoggiato la mia iniziativa.

Abbiamo fatto una ricerca online ed abbiamo trovato il recapito di Serena; già il nome mi dava fiducia, era proprio ciò che andavo cercando e quindi ho telefonato per la prima visita.

Dopo averci accolto ed avvisato di cosa sarebbe potuto succedere, abbiamo iniziato la seduta e subito Medea ha cominciato a contorcersi, a piangere in maniera disperata.

Io e mio marito sapevamo già che sarebbe stato straziante, un po’ per il racconto della mia amica e un po’ perché Serena ci aveva avvisati.

Io sono rimasta molto stupita da questa reazione.

Ho avuto a che fare con bambini piccoli ed è consuetudine considerare il pianto come la manifestazione di un bisogno: fame, sonno, coccole, devo essere cambiato, etc.; ma non avevo mai creduto possibile che potesse essere interpretato come il racconto di una storia, della sua storia, in questo caso la storia della nascita di mia figlia!

Il suo pianto ed eccessivo attaccamento a me probabilmente era dovuto al fatto che è nata pre termine con un parto indotto, perché la rottura spontanea delle acque non aveva provocato la partenza delle contrazioni e lei, a quanto pare, si è sentita smarrita da tutto quel trambusto.

Poi, facendo l’epidurale, l’ho scollegata da me, facendola sentire ancora più persa ….

Serena mi ha spiegato questo e mi ha detto di chiederle scusa e di spiegarle quali erano state le mie sensazioni ed il perché ho fatto l’epidurale.

Il senso di colpa è stato grande, non sapevo che avrei poturo nuocerle così.

Serena mi ha consigliato anche una miscela di Fiori di Bach per aiutare sia me che Medea a perdonarci.

A fine seduta la bimba è crollata in un sonno sereno, tranquillo ed ha dormito come non le avevo mai visto fare.

Abbiamo fatto quattro sedute, rinnovando di volta in volta anche la terapia con i Fiori di Bach.

Ogni nuova seduta piangeva meno e alla quarta, Medea è riuscita a raccontare tutta la sua storia sorridendo e facendo evoluzioni in tutta tranquillità.

Proprio ieri, a distanza di un mese e mezzo, mio marito mi ha detto: ‘incredibile, com’è cambiata!’. Ride, gioca, è pazza del suo babbo, interagisce con tutti, rimane da sola con i miei genitori ed è molto serena; proprio ciò che volevo raggiungere!

Appena mi è possibile, con le altre mamme in difficoltà, racconto la nostra esperienza, perché mi ha fatto riflettere molto a quanto spesso prendiamo decisioni senza considerare troppo le conseguenze, e penso a quanto è stata fortunata la mia piccina a potersi sottoporre ad un trattamento di questo tipo, che l’ha schiusa nei confronti del mondo. Se ne dovrebbe parlare di più.

Troppo spesso si giustificano certi comportamenti dei bambini con i capricci, ma povera Medea, capricci non erano!!!

E Serena lo è stata di nome e di fatto!

Grazie!”

La mamma di Medea

Edoardo supera le sue paure

“A giugno scorso eravamo molto preoccupati ed avviliti perché nostro figlio Edoardo, 10 anni, da tempo si creava molti problemi e si faceva prendere dalla paura per tantissime cose.

In un primo momento pensavamo che fosse una cosa passeggera ma poi, invece che passare, le sue paure aumentavano per tante cose in più e in tante più occasioni.

Ormai andare in soffitta era diventato un problema, alcuni animali ed insetti gli incutevano timore, restare solo era per lui impossibile ed il buio e la notte li affrontava soltanto nel mezzo del “lettone”.

A questo punto, tramite un’amica, siamo venuti a conoscenza della possibilità di aiutare Edoardo con la Terapia Craniosacrale e quindi abbiamo iniziato questo percorso con Serena.

Dopo circa tre mesi e mezzo e dopo sei sedute Edoardo è migliorato notevolmente, le sue paure sono diminuite tantissimo, la soffitta non è più un problema, rimane in casa da solo e finalmente dorme nel suo letto.

Certo non tutte le paure sono scomparse del tutto, ma quella paura che prima aveva iniziato a limitarlo nella vita quotidiana, ora fortunatamente riesce a gestirla.

Per noi genitori è stata una esperienza positiva ed anche per Edoardo che ha partecipato con entusiasmo alle varie sedute.”

Edoardo, Beatrice e Fabrizio – Firenze

L’iperattività di Lorenzo

Lorenzo, 4 anni, nato con cesareo alla 36^ settimana.

Gravidanza medicalizzata per patologia del sangue della madre.

Fin dalla nascita ha sofferto di otiti ed umori fermi e non sentendoci bene, ancora non riesce bene a parlare.

Al primo incontro, Lorenzo era molto agitato, è voluto salire subito sul lettino, ma per farci i salti! Non riusciva a fermarsi e questo agitava anche la madre.

Mi sono seduta con lui sul tappeto ed ho iniziato a mostrargli un pupazzo, mantenendomi in ascolto della Respirazione Primaria.

Più mi assestavo nella quiete, più lui riusciva a calmarsi.

Poi è voluto salire di nuovo sul lettino, ma stavolta per distendersi.

Mi sono avvicinata piano ed ho fatto un contatto alla sua testa.

Lui si è calmato moltissimo, mi sorrideva e dopo un po’ mi ha preso le dita e le ha spostate sul suo viso, posizionandole su zigomi e mascella.

Non siamo rimasti molto a lungo in questa posizione, ma ho continuato a seguirlo, seduto sul lettino mentre giocava con il pupazzo.

La sua mamma, che era seduta lì vicino, era meravigliata nel vederlo così tranquillo.

Al nostro secondo appuntamento, Lorenzo mi è venuto incontro lanciandomi le braccia al collo. Poi è entrato nello studio e, mentre parlavo un attimo con la madre, si è tolto le scarpe, ha steso il lenzuolino di carta su tutto il lettino, mi ha chiesto se poteva prendere un piccolo cuscino ed aiutandosi con la sedia è salito sul lettino e si è disteso sopra, pronto per ricevere un contatto alla testa.

Stavolta è rimasto un po’ più a lungo disteso, calmo e in ascolto. Poi ha voluto mettersi seduto di fronte a me e ha detto di volermi fare lo stesso contatto sulla testa. Ho accolto volentieri la sua proposta.

Ovviamente, mentre eravamo nel contatto reciproco, ho continuato a tenere un campo di percezione ampio e ad orientarmi alla Respirazione Primaria.

E’ stato bellissimo, quando dopo un po’ che era concentrato a sentire il contatto delle sue mani sulla mia testa, le ha tolte e mi ha chiesto: ‘Stai meglio?’ – Stavo ….. meglissimo!

Dopo il secondo incontro, dall’esame audiometrico è risultato che adesso Lorenzo riesce a sentire.

La madre dice che lui adora venire ai nostri incontri ed a casa pratica con tutti il Craniosacrale!

0 Comments